mercoledì 14 febbraio 2018

Recensione #227 - Quello che rimane di Paula Fox

Buongiorno carissimi, come state? Come sta andando la vostra settimana? Io tra un impegno scolastico ed uno sportivo sto cercando di non soccombere; in più oggi è il compleanno del mio maritino quindi ho la testa da un'altra parte eheheheheh!
Ma torniamo a noi. Sono qui per lasciarvi il mio pensiero su Quello che rimane di Paula Fox, letto grazie alla mia nuova collaborazione con Fazi editore di cui vi avevo già parlato qui sul blog la scorsa settimana, 206 pagine. Traduzione a cura di Alessandra Cogolo.

Sinossi: New York, fine anni Sessanta. Otto e Sophie Bentwood sono una tranquilla coppia di mezza età, senza figli e senza più molto da dirsi. Nulla sembra poter scalfire la loro serenità borghese finché, un pomeriggio, l’innocua visita di un gatto randagio increspa le tranquille acque della loro vita.
Contrariamente al parere del marito, Sophie dà del latte al gatto, che la morde procurandole una leggera ferita. Quest’incidente innesca una reazione a catena: nell’arco di un weekend, nel quale si concentrano un tragicomico party, un litigio di Otto con il suo socio e la degenerazione della ferita di Sophie, i coniugi saranno costretti a rimettere in discussione non solo il matrimonio, ma anche la loro stessa esistenza. Quello che rimane riesce a sorprendere il lettore pagina dopo pagina e a catturarlo in uno straordinario meccanismo letterario. Del romanzo fu realizzata negli Usa una versione cinematografica dal titolo Desperate characters diretta da Frank D. Gilroy con Shirley McLaine.


Il morso di un gatto. Tutto in questo libro comincia con il morso di un gatto. Sophia e Otto sono due coniugi come tanti, senza figli, con un rapporto che ha avuto alti e bassi e che al momento della nostra storia sembra essersi adagiato sull'abitudine.
Tutto cambia nel momento in cui Sophie dà da bere un po' di latte ad un gatto randagio che fa capolino davanti alla loro porta finestra. Il gatto, apparentemente docile, le si rtivolta contro mordendola e lasciandole addosso una sensazione di disagio e paura che neanche lei sa bene spiegarsi. Tutto si complica quando quella ferita inizia a gonfiarsi, la mano inizia a farle talmente male da non poter essere toccata ed il suo umore sembra diventare inspiegabilmente cattivo, tanto da renderla insolente con gli altri.
La paura che la ferita possa essere più seria di quello che credevano si affaccia subito alla mente della coppia ma la donna tergiversa, quasi non volesse sapere con certezza se il gatto fosse veramente affetto dalla rabbia.
Avete presente quando si dice che davanti ad una malattia, venga naturale ripercorrere tutta la propria vita? Ecco, in questo caso è proprio così che succede. Sophia non sa con certezza di essere malata ma è un po' come se, nonostante lei parlandone con gli altri neghi, lo dia in realtà per scontato. E tutto assume un colore diverso. In più, in concomitanza con il morso, tutto intorno a loro sembra perdere una piega sbagliata, tutto assume un colore grigio e poco chiaro: litigi inspiegabili, telefonate mute, strani pensieri e questo gatto che torna, a fissarli, quasi a ricordargli il pericolo che incombe sulle loro teste.
Sophia trascorre il weekend quasi facendosi trascinare dagli eventi e pensando al suo matrimonio, ai rapporti con le persone amiche, alla sua tranquilla vita di donna benestante con pochissimi problemi. Ed il suo atteggiamento cambia, il suo porsi verso le persone diventa quasi brutale, i suoi segreti diventano quasi superflui, la sua lingua si scioglie in discorsi ed atteggiamenti di cui lei stessa a volte si meraviglia.
La scrittura di Paula Fox è lenta e molto introspettiva, probabilmente per creare l'atmosfera di tensione che attanaglia la maggior parte dei personaggi che fanno parte della storia. I giorni in cui il romanzo si sviluppa comprendono poco più di un weekend; pochi sono gli avvenimenti che l'autrice ci racconta, ma moltissime le riflessioni che da questi avvenimenti si dipanano. Uno spaccato di vita americana nelle famiglie benestanti di una New York in cambiamento, in cui ci si trova a riflettere più sui silenzi che sulle parole dette; avviene nel matrimonio di Otto e Sophie ma avviene anche nelle amicizie che i due coltivano e nei loro rapporti di lavoro.
Un libro importante che, come spiegato anche nell'introduzione, sicuramente può svelare qualcosa di più rileggendolo più volte. Lo consiglio a chi ama le riflessioni e le letture pacate.

VOTO:




lunedì 12 febbraio 2018

Recensione #226 - Davanti agli occhi di Roberto Emanuelli

Buon lunedì lettori, come state? Io di ritorno da un weekend in montagna dove ho letto tanto, circondata dalla neve. Un modo per rilassarsi un po', approfittando dell'unico fine settimana libero dagli impegni di mio figlio, che neanche la regina Elisabetta...
Ho portato a termine due letture iniziate in settimana ed oggi vi voglio parlare proprio di una di queste. Si tratta di  Davanti agli occhi di Roberto Emanuelli, edito da Rizzoli, che ringrazio per la copia, 362 pagine.

Sinossi: Succede e basta. Senza sapere perché, senza sapere quando. È una frazione di secondo, come quando inizia a piovere o a nevicare. Le cose belle si presentano così, all'improvviso. Basta un attimo, uno solo, ed ecco che la vita ti travolge, anche se ormai non ci credevi più. Come Luca, che a trent'anni ha già fatto un voltafaccia a se stesso rinunciando al sogno di diventare scrittore per inseguire soldi e successo: ora le giornate gli sembrano tutte uguali, note di una melodia suonata senza passione. Chiuso nel suo ufficio da broker, sente di aver nascosto la parte più importante di sé, quella che non ha paura di ascoltare il cuore. Ma come puoi ascoltare il cuore se non gli permetti di tirar fuori la voce? Come puoi inseguire i sogni, se non sai più riconoscerli? È proprio in questi momenti, quando tutto sembra perduto, che ci capitano le cose migliori. E appena incontra Mary, Luca non ha dubbi: lei è la sua cosa migliore. Bellissima, irraggiungibile, inafferrabile come il colore dei suoi occhi, Mary richiede impegno per essere conquistata, perché è questo che fanno i veri tesori. Adesso, finalmente, Luca sa cosa vuole: vuole mettersi in gioco, vuole sbagliare, lasciare che le emozioni lo investano come un treno in corsa. Vuole innamorarsi. Vuole Mary. Perché rinnegare la propria natura non è mai una buona idea. E non è mai troppo tardi per ballare al ritmo del cuore.

Chi bazzica nel mondo della lettura non può non aver mai sentito nominare Roberto Emanuelli, non può non essersi imbattuto almeno una volta nel suo primo libro pubblicato da Rizzoli, E allora baciami, caso editoriale con un numero di copie vendute da capogiro. Qualche giorno fa la stessa casa editrice ha pubblicato il suo primissimo libro, Davanti agli occhi, quello di cui vi parlerò ora, che Emanuelli aveva prima autopubblicato, poi pubblicato con un minuscolo editore ed ora balzato agli onori con questa nuova pubblicazione. Insomma un percorso di tutto rispetto, nato attraverso la grande presenza di Emanuelli sui social e grazie il grandissimo sostegno che ha da chi lo segue da anni.
Ma veniamo al romanzo.
Protagonista della storia è Luca. Ma il vero protagonista della storia è Roberto. È se stesso infatti che  impersona attraverso le pagine di questo romanzo. Un trentacinquenne alla ricerca di un posto nel mondo. Un brocker assicurativo povero, come ama definirsi lui; lui che avrebbe voluto fare lo scrittore e che invece si è accontentato - almeno fino ad un certo punto della sua vita - di un lavoro che potesse apparentemente farlo entrare di diritto nel mondo di quelli che contano. Tanta apparenza, grandi macchinoni, tanti soldi, locali alla moda. Fino al giorno della crisi. Fino al giorno in cui i soldi non bastano più e i debiti cominciano a prendere il sopravvento.
È questo che l'autore ci racconta. Ci racconta un po' la vita di tutti noi, la vita di ogni giorno, quella in cui un amore inizia e si crede sarà per sempre, finchè non ci si ritrova a vivere in un tugurio quando quella storia finisce. Ci racconta di come un ragazzino possa sopravvivere alla morte del padre, buttando tutti i suoi pensieri ed i suoi sentimenti nella scrittura. Ci racconta di come, un giorno, senza immaginarselo, incontra una donna e da quel precisissimo istante sa che è lei che vuole. Ci racconta di amicizie grandi, importanti, senza pretese ma con tanto cuore.
Sembra una storia già sentita, non perchè l'abbiamo letta sui libri, ma perchè qualche amico ce l'ha raccontata, perchè qualcuno di noi l'ha provata sulla sua pelle, perchè viviamo, amiamo, soffriamo, ogni giorno.
La narrazione è in prima persona, lasciata a Luca, ma si alterna tra l'oggi - in cui ci racconta del suo amore per Mary, in cui spera che lei possa diventare sua nonostante sia di un altro - e ieri - dove la "storia" con Mary nasce, viene vissuta a metà e poi scompare, nel limbo della vita.
Luca si strugge, dedica a Mary parole d'amore che annota su un quadernino rosso. E in mezzo a tutto questo amore deve, per forza di cose continuare a vivere. Quando Mary sparisce, si eclissa totalmente per una quindicina di giorni, Luca prova a conoscere altre ragazze ma non funziona, quando esce con Valeria - la sua amica di sempre - e con Franco - il suo migliore amico, tanto diverso da lui ma sempre presente - a loro non nasconde i suoi sentimenti, ma si apre senza vergogna.
A fare da filo conduttore per tutto il romanzo è una barchetta di carta, di quelle che tutti noi abbiamo costruito almeno una volta nella vita; quella barchetta che Luca custodisce gelosamente nella sua auto rappresenta il primo gesto d'amore ricevuto da bambino dalle mani di una bambina sconosciuta che lui ancora ricorda con grande tenerezza.
Tante sono le parti d'amore di questo libro ma tante sono anche le parti che fanno sorridere e le parti dolorose che toccano dentro. Un inno all'amore, alla vita, alla necessità di credere sempre nei sogni e di non adattarsi a vivere un'esistenza non propria. Un autore uomo che sa svelare il proprio lato romantico senza avere paura.
Qualche giorno fa ho guardato una diretta facebook dedicata al lancio di questo romanzo e lui ha detto che molti etichettano i suoi libri come romanzi d'amore ma a lui non piace etichettare le cose perchè chi ha necessità di farlo allora non le ha veramente capite. Ecco, io sono pienamente d'accordo con lui! Questo non è un libro che parla solo d'amore, è un libro che parla di vita. Forse lo fa in modo più romantico di altri ma solo andando oltre capirete che non è amore fine a se stesso, che non sono una sfilza di frasi messe in fila per colpire i lettori ma l'amore è un pretesto da cui partire per riflettere su tutto il resto, sulla famiglia, sull'amicizia, su grandi lutti, sul mondo del lavoro.
E quando alla fine si tirano le fila di tutto si capisce quello che, dall'inizio, avevamo davanti agli occhi, allora tutto sarà chiaro e resteremo attoniti, ammutoliti, a bocca aperta.
Un libro che consiglio a chi non ha paura dei sentimenti, a chi cerca di vivere la vita guardando sempre il bicchiere mezzo pieno, a chi nonostante le sfighe di ogni giorno lotta per non farsi sopraffare; se però sapete di non riuscire a guardare oltre le frasi d'amore - che sono tante e meravigliose -, di non avere spazio nel vostro cuore per i buoni sentimenti e per la speranza allora non leggetelo proprio questo romanzo, perchè di certo non fa per voi!

VOTO:


venerdì 9 febbraio 2018

Letture con Marina #30

Buongiorno lettori, siamo di nuovo qui con la rubrica Letture con Marina. Oggi ci parla di un libro che ci era stato gentilmente inviato dalla casa editrice Mondadori che ringrazio ancora una volta per la disponibilità. Ora vi lascio a lei ma prima vi auguro buon fine settimana.



Buongiorno navigatori dell’etere, oggi voglio dedicare questa breve recensione proprio a chi, oltre ai sentimenti ed ai rapporti interpersonali, leggendo un libro ricerca soprattutto un modo alternativo per viaggiare, conoscere la Storia ed è curioso delle altrui tradizioni e realtà socio-culturali. Nonostante si parli di espatrio, in questo caso non si riesce a pensare al problema dell’esodo che in questi ultimi anni ci ha visti coinvolti in prima linea, visti gli sbarchi sulle nostre coste. Perché…? Scopriamolo insieme!
Titolo:Cuore di Seta: la mia storia italiana made in China
Autore: Shi Yang Shi
Casa editrice: Mondadori
Genere: Narrativa
Pagine: 168
Anno di pubblicazione: 2017

Sinossi: "Per tutto il viaggio me ne restai con la testa appoggiata al sedile. Era la prima volta che volavo, mi facevano male le orecchie, avevo un po' di nausea, e mi spaventavo ogni volta che l'aereo traballava. Nei pochi momenti che ero sveglio sbirciavo verso il finestrino alla mia sinistra e inventavo storie coi personaggi che le forme delle nuvole di volta in volta mi suggerivano. Erano nuvole di "mian hùatàng", 'cotone caramella', lo zucchero filato che spiluccavo, in Cina, fra le bancarelle dei mercatini serali. Era il marzo del 1990 e, a soli undici anni, stavo volando verso Ouzhòu, l'Europa, insieme a Marna, mia madre..." Inizia così l'avventura di Shi Yang Shi in Italia, un mondo sul quale ha spesso fantasticato ma che scoprirà fin da subito molto diverso da come lo aveva immaginato. Dopo un viaggio interminabile, infatti, il piccolo Yang, in Cina studente brillante e figlio unico adorato di genitori benestanti, si ritrova a Milano, senza il padre, costretto a dormire insieme a Marna su giacigli improvvisati nella cucina di una famiglia di conoscenti, alle prese con una lingua di cui non sa nemmeno una parola e circondato da "laowai", stranieri dagli occhi grandi e naso grosso che si assomigliano un po' tutti. Tutto per lui è nuovo e difficile, e dopo solo pochi mesi che sembrano però una vita intera, i suoi sogni di bambino si sono già accartocciati l'uno dopo l'altro di fronte alla realtà. A mano a mano che questo accade, lo strappo che la partenza da Jinàn ha prodotto nel suo giovane cuore di seta avanza, inesorabile e silenzioso. Perché la sua anima è divisa, in bilico, tra la vecchia vita in Cina e la nuova in "Yìdàlì", tra vecchie e nuove abitudini, tra la voglia di rispettare la tradizione e la famiglia e il desiderio di affermare se stesso, realizzando i suoi sogni. Come se dentro di lui germogliasse invisibilmente un seme biforcuto, che non sa se svilupparsi verso l'obbedienza o la ribellione. Nel raccontarci i tentativi fatti per raggiungere un equilibrio faticoso quanto delicato, Yang ci trasporta nel suo mondo multicolore di giovane cinese cresciuto in Italia regalandoci una storia che sa essere amara, ma anche divertente e piena di speranza.

RECENSIONE:
Il nostro protagonista, Shi Yang Shi (Shi = pietra e Yang = sole o anche positivo e maschio), nonché autore del libro, ci racconta la difficile odissea di chi, ancora bambino, lascia la propria Patria per recarsi in un Paese completamente diverso per lingua, cultura e tradizioni. Per inciso – e come sottolinea l’autore stesso, nel caso dell’emigrazione dei cinesi: “mentre gli italiani che agli inizi del Novecento emigravano in America lo facevano in gran parte per disperazione, noi cinesi adesso lo facciamo per lo più per migliorare la nostra condizione sociale”.
Ed infatti Yang emigra a 11 anni dal suo paese, Jwnan, insieme alla madre che è medico. Il padre dovrebbe raggiungerli a breve, soprattutto perché non vuole lasciare sola la madre, ma si intuisce fra le righe che, visto che non devono dire a nessuno che se ne stanno andando, sotto sotto c’à il timore che se partissero tutti e tre, forse non potrebbero lasciare la Cina. Destinazione: Italia, dato che hanno una coppia di “amici”, che Yang imparerà fin da subito a chiamare “zii”, che possono garantire sia ospitalità (seppure in un monolocale), che lavoro nella rosticceria di famiglia (scopriremo solo più tardi che la nonna paterna pagherà fior fiore di quattrini per farli alloggiare in quel squallido monolocale, dove dormiranno in due brandine sistemate in cucina).
Ma perché lasciare una comoda e grande casa in Cina, per andare a vivere in un paese così distante, senza avere la sicurezza di una vita migliore e la solidarietà che solo la rete parentale può dare? In fondo, dai racconti di Yang, la sua non è una vita tanto diversa da quella di un bambino italiano degli anni Novanta, fatte salve le diversità derivanti da tradizioni e culture diverse. Ci racconta infatti che come tutti i suoi coetanei cinesi se ne va in giro in bicicletta, è un appassionato lettore de “Viaggio in Occidente”, che è basato su un romanzo classico cinese del Cinquecento. E de Le avventure di Tintin e Milou…
L’autore stesso si premura di spiegarcelo, quando parla della vita agiata della madre, il cui padre era primario d’ospedale e che purtroppo, come migliaia di cinesi, nel periodo della Rivoluzione Culturale 1966/1976 perde tutto (fortunatamente non la vita, anche se il rischio era sempre dietro l’angolo in quel periodo). Quindi la madre, che in famiglia era soprannominata ”signorina dai mille ori”, teme che il Regime possa fare nuovamente questo tipo di repressione e che quindi il loro vivere agiati possa venire spazzato via. La motivazione del padre invece ha origini più antiche e tradizionali. Hanno un figlio unico (riforma del 1979 di Deng Xiaoping sul figlio unico), che porterà avanti il nome di famiglia. Figlio che eccelle sia nell’arte del disegno che nella matematica. Ma nonostante siano agiati, non hanno i soldi necessari per iscrivere il figlio alla scuola prestigiosa che gli può aprire la strada ad un avvenire luminoso, che lo possa far volare come un Drago possente al di sopra di tutti gli altri. Di qui la decisione di rischiare ed emigrare. Per il bene del figlio. Perché l’etica del sacrificio dei genitori per i figli è insita nella cultura cinese. Sempre Yang farà poi riferimento all’interno del libro alla differenza tra Italia e Cina nella considerazione dello studio e dell’educazione (priorità assolute in Cina), sempre raffrontate nel periodo degli anni Novanta, quando lui arriva nel nostro Bel Paese.
Altra particolarità, che riporta in auge il discorso dei clandestini dei nostri giorni: direttamente in Italia lui e sua madre non possono entrare, perché non hanno il visto. E quindi devono fare tappa a Francoforte in Germania. Fino a lì arrivano con i loro documenti regolari. Poi entrano in Italia in treno come clandestini, insieme ad un “traghettatore”.
In Cina c’è un detto: “quando lasci il tuo villaggio per emigrare, ci ritorni solo con l’abito di seta”. In altre parole: se non ce l’hai fatta, ti conviene restare dove te ne sei andato. Finisci insomma incastrato in un meccanismo. Un po’ come è successo a molti emigrati italiani in Argentina…
Per chi decide di leggere questo lieve romanzo di crescita e di emigrazione, ci sono tante piccole ed interessanti curiosità. Un esempio, il fatto che in Cina sono abituati a bere l’acqua solo dopo averla sterilizzata nel bollitore. E come da insegnamento della loro medicina l’acqua va bevuta tiepida, mai fredda. Ma non rivelerò altro, perché rovinerei il viaggio in cui ci accompagna per mano Shi Yang Shi, che dovrà affrontare anche un’altra battaglia, nella crescita e consapevolezza adulta di sé.
Romanzo piacevole che si legge come bere un bicchiere di acqua, alla maniera cinese: un po’ tiepida…
A presto,
                             

giovedì 8 febbraio 2018

BibliOmaggi #22 e nuova collaborazione


Buongiorno lettori, come state? Io corro, corro, corro e questa settimana ho dovuto, purtroppo, lasciare il blog al suo destino. Oggi però ci tenevo a pubblicare questo post in cui vi mostro il mio ultimo arrivo, frutto della nuovissima collaborazione con Fazi editore. Per prima cosa però, lasciatemi ringraziare questa prestigiosa casa editrice che, attraverso il suo ufficio stampa, mi ha proposto questo nuova collaborazione. Capirete che quando è la casa editrice a cercare te e non il contrario il tutto assume un altro valore, se poi è una casa editrice di questo livello allora l'emozione non può che essere alle stelle!!!
Cosa cambierà per voi? Assolutamente nulla in fatto di onestà di pensiero perchè quando intraprendo un nuovo progetto come questo, la prima cosa che sottolineo con la persona con cui ho i contatti è la mia correttezza nei vostri riguardi, quindi quando dovrò elogiare elogerò, quando dovrò bocciare boccerò. Cambierà invece tanto a livello di libri recensiti perchè da questo momento avrò la possibilità di leggere e recensire in anteprima o a pochi giorni dall'uscita un maggior numero di romanzi Fazi che, come sapete, è una casa editrice molto prestigiosa.  Quindi la smetto di chiacchierare e vi mostro il nuovo libro arrivatomi - che oltretutto esce oggi - e che io ho già cominciato a leggere.

Eccolo:
  • Quello che rimane di Paula Fox, edito da Fazi, 206 pagine. Data pubblicazione:  08 febbraio 2018.
    Dopo quindici anni, oggi torna finalmente in libreria un clamoroso caso editoriale, considerato uno dei capolavori assoluti della narrativa americana degli ultimi decenni. Inutile dire che non ho avuto dubbi sulla volontà di leggere questo libro, che non avevo mai letto in precedenza.
Sinossi: New York, fine anni Sessanta. Otto e Sophie Bentwood sono una tranquilla coppia di mezza età, senza figli e senza più molto da dirsi. Nulla sembra poter scalfire la loro serenità borghese finché, un pomeriggio, l’innocua visita di un gatto randagio increspa le tranquille acque della loro vita.
Contrariamente al parere del marito, Sophie dà del latte al gatto, che la morde procurandole una leggera ferita. Quest’incidente innesca una reazione a catena: nell’arco di un weekend, nel quale si concentrano un tragicomico party, un litigio di Otto con il suo socio e la degenerazione della ferita di Sophie, i coniugi saranno costretti a rimettere in discussione non solo il matrimonio, ma anche la loro stessa esistenza. Quello che rimane riesce a sorprendere il lettore pagina dopo pagina e a catturarlo in uno straordinario meccanismo letterario. Del romanzo fu realizzata negli Usa una versione cinematografica dal titolo Desperate characters diretta da Frank D. Gilroy con Shirley McLaine.

Una cover meravigliosa, una trama che intriga! E voi, cosa ne pensate? Lo leggerete o, magari, lo avete già letto?


lunedì 5 febbraio 2018

Recensione #225 - La cercatrice di corallo di Vanessa Roggeri

Buongiorno lettori carissimi, come va? Qui a Milano pioviggina ed è umido... una di quelle umidità che entra nelle ossa e che dà la sensazione di provare un freddo tremendo nonostante, in realtà, le temperature non siano poi così rigide.
Primo giorno della settimana e prima recensione. Vi parlo del libro  La cercatrice di corallo di Vanessa Roggeri, edito da Rizzoli, che ringrazio per la copia, 317 pagine.

Sinossi: Achille e Regina si incontrano per la prima volta nell'estate del 1919, di fronte alle acque spumeggianti di una Sardegna magica. Regina dona ad Achille un rametto di corallo rosso come il fuoco, il più prezioso, con la promessa che gli porterà fortuna. Anni dopo, quella bambina è diventata una delle più abili cercatrici di corallo; quando si tuffa da Medusa, il peschereccio di suo padre, neanche l'onda più alta e minacciosa la spaventa. Lei è come una creatura dei mari ed è talmente libera da non avere mai conosciuto legami. Finché, un giorno, la sua strada si incrocia di nuovo con quella di Achille: nel viso di un uomo ritrova gli occhi del ragazzino di un tempo. A travolgerli non è solo un sentimento folle, ma anche un passato indelebile. Le loro famiglie, infatti, sono legate a doppio filo da rancori e vendette ed è in corso una guerra senza ritorno. Spesso non basta l'amore per cambiare un destino che sembra già scritto. Ma l'unico modo di scoprirlo è provarci, fino all'ultimo...

Seguo Vanessa dal suo primo libro, conosciuta per caso ad una presentazione cui io, in realtà, partecipavo per incontrare un'altra autrice ma mi è bastato sentirla parlare con passione del suo lavoro e della sua terra per convincermi a comprare il libro e a non lasciarmi più scappare un suo lavoro.
Sono passati quasi cinque anni da quella prima volta e ancora oggi, ogni volta che prendo in mano un suo libro, so che mi porterà nel suo mondo e nella sua terra... e questo è proprio il bello!
Sì, perchè la Sardegna con le sue tradizioni è la vera protagonista delle storie di Vanessa, quel tratto distintivo che permette al lettore di sapere immediatamente con che autrice si ha a che fare, la caratteristica che rende i suoi romanzi unici. La sua Sardegna si popola poi di vite, di storie, di personaggi che sembrano prendere vita attraverso le pagine che scorrono, nonostante siano personaggi di altre epoche, di anni lontani nel tempo.
Questa volta Vanessa ci porta nel dopoguerra, all'interno di una lotta familiare. Ci fa vivere i rancori che si trascinano da tempo nelle due famiglie Derosas: quella di Dolores,vedova di guerra, con otto figli e l'estrema difficoltà a sfamarli e quella di Fortunato - cugino del defunto marito di Dolores e ricco grazie alla pesca dei coralli - padre di due figli maschi nati nel matrimonio ed una figlia femmina - Regina - nata da una relazione extraconiugale. 
Regina è la preferita del padre e si porta sulle spalle l'astio della moglie, che pur avendola presa in casa non ha poi fatto il passo successivo di accoglierla davvero, nonchè quello dei fratelli. Regina non è bella ma è preda di un rapporto speciale con il mare, che sembra piegarsi a lei rivelandole il punto esatto per tuffassi alla ricerca del prezioso corallo. È libera, un animo senza legami e senza catene. Ha sempre vissuto a contatto con il mare ed è lì che si rifugia in ogni suo momento libero. L'incontro con Achille la metterà davanti ad un altro modo di essere.
Achille uno dei figli maggiori di Dolores, quello che vive in simbiosi con la madre e che negli anni ha fatto suoi i sentimenti di odio che la donna cova verso il cugino e la sua famiglia. È abituato a lavorare Achille, da sempre la vita per la sua famiglia è stata difficile e si è dovuto abituare presto a sporcarsi le mani. Ma Achille è anche un sognatore, uno che si butta testa e corpo in quello che lo appassiona, fino a farne una malattia. Lo fa prima con i libri e la lettura e lo farà poi per Regina, perchè nello stesso istante in cui la incontrerà saprà che sarà sua, perchè Regina per lui è come una sirena, una tentazione dal cui richiamo si ritrova incapace di fuggire. E non c'è odio che possa superare l'amore e la passione, non c'è odio che possa scalfire un sentimento come quello che travolgerà i due ragazzi e con essi le loro famiglie.
Quindi, direte voi, questo è un romanzo d'amore...
Bè se lo leggete con superficialità, se non cercate nel profondo, se vi limitate a leggere per macinare pagine, per arrivare in fondo e mettere una nuova x al vostro elenco allora sì, potreste prendere questo abbaglio; se invece avrete la volontà di andare oltre capirete che questo è un romanzo di odio. Perchè 
non c'è una pagina, non c'è una riga, non c'è un capoverso dove non si respiri l'odio profondo che scorre tra i personaggi, l'odio profondo tra due famiglie che non sanno affrontarsi con maturità e che metterebbero in pericolo le loro stesse vite e quelle dei loro amori più cari pur di non mettere da parte l'orgoglio. Un odio che non risparmia nessuno e che, invece di diminuire, con il tempo si fortifica, si evolve e si rigenera creando altro odio. Non servono chilometri di distanza a calmare gli animi, non servono decenni e lutti ad attenuare qualcosa di così radicato; l'autrice questo lo fa sentire bene, lo fa respirare mischiato ai profumi del mare, mischiato all'odore della terra.
Insieme ad una storia coinvolgente in cui nessun personaggio e nessun avvenimento è lasciato al caso, troviamo uno stile elegante e ricercato, tipico dell'autrice, che sa rendere credibile un'ambientazione tanto indietro nel tempo sia con i dialoghi ed i rapporti familiari che con l'inserimento di mestieri e di avvenimenti del tempo (ce lo spiega bene nella nota storica alla fine del romanzo).
Ora non mi resta che aspettare un nuovo libro di Vanessa per poter fare un nuovo viaggio nella Sardegna che amo!
E voi, conoscete Vanessa Roggeri? Avete letto questo libro?

VOTO:


venerdì 2 febbraio 2018

Recensione #224 - Chi è morto alzi la mano di Fred Vargas

Buondì! E come non potrebbe esserlo vistro l'approssimarsi del weekend? Basta poco a rendermi una donna felice ahahahahahah.
Oggi torno con una recensione, quella del libro  Chi è morto alzi la mano di Fred Vargas, edito da Einaudi, 267 pagine, primo volume della trilogia dei tre evangelisti.

Descrizione: È possibile che un enorme albero compaia dal nulla in una sola notte? E se, dopo qualche giorno, sparisce la proprietaria del terreno in cui è spuntato il faggio clandestino? Per risolvere il mistero non basta un solo detective: ce ne vogliono quattro, gli stessi improbabili investigatori di "Io sono il tenebroso" dell'archeologa e medievalista francese Fred Vargas.

Come sapete questo libro mi è stato consigliato da Nadia per la nostra nuova rubrica: Il circolo dei consigli. Se vi siete persi la prima puntata la trovate qui.
Ora cercherò di spiegarvi perchè per me è un ni...
Aspettavo di leggere questa autrice da tantissimo tempo e quando ne ho avuto l'occasione grazie a Nadia ne sono stata felicissima. 
All'inizio l'apparizione dell'albero nel buio della notte mi ha intrigato, anche se la storia in se mi è sembrata un po' assurda. Un albero che appare dal nulla durante la notte in una vietta dove tutti sanno tutto e vodono tutto - ma l'albero no -; un rapporto familiare tra due coniugi che praticamente vivono la loro vita ignorandosi - lui legge perennemente il giornale, lei guarda fuori dalla finestra -; una casa mezza abbandonata, in fianco a quella dei coniugi, in cui vanno a vivere tre uomini alquanto bislacchi che, lo ripetono loro perennemente, sono nella merda - sì dicono proprio così -, non hanno un soldo, non hanno un lavoro - uno in realtà insegna ma si mette sempre in malattia - e non si vedono da tipo dieci anni, con loro va ad abitare il padrino di uno dei tre che è anche un poliziotto sospeso per condotta non proprio pulita, e per finire un contorno di personaggi uno più strano dell'altro.
Di questi personaggi - che credo siano la cosa più piacevole nonostante tutto - sappiamo ogni cosa, forse troppo, anche cose che non sono per nulla utili alla risoluzione del caso. Eh già perchè i tre evangelisti sono storici, uno della preistoria, uno del medioevo e uno della grande guerra cosa che sembra importantissima ma che in realtà alla fine mi è solo venuta a noia e poco aggiunge alla storia in se. Sono loro che, insieme al vecchio, si improvviseranno detective e ovviamente riusciranno a scoprire il bandolo della matassa. 
Devo dire che nonostante la narrazione scorra abbastanza veloce, mi sono ritrovata spesso annoiata perchè mi è sembrato che l'autrice si trovasse troppo a divagare facendo, secondo me, perdere la concentrazione sul punto centrale della faccenda: una sparizione alquanto preoccupante che fa pensare ad un omicidio e la necessità di scoprire cosa sia successo veramente.
Ma passiamo alla cosa che più mi ha fatto storcere il naso: il giallo. Sicuramente è particolare, di base ben costruito ma, arrivata alla fine, mi sono chiesta se l'autrice avesse sparso qua e là abbastanza indizi per permettere al lettore di risolverlo e la mia risposta è no. Credo che le cose non dette siano troppe e che quindi quando il lettore si troverà a pensare a quel determinato personaggio come possibile colpevole - e ci azzeccherà - lo avrà fatto non per le vere ragioni.
Che non abbia compreso io qualche cosa? Che mi sia fatta deviare dalla noia delle tante divagazioni? Può essere... quando la lettura si trasforma in sofferenza tutto assume un aspetto più grigio e si può rischiare di perdere di vista le parti più importanti. Insomma, ditemi voi, perchè questa autrice è osannata, adorata ed ha principalmente recensioni positive mentre io mi ritrovo a darle un voticino striminzito che si sarebbe forse abbassato se non avessi avuto simpatia per i personaggi.
Leggerò il seguito della trilogia? Non so... sicuramente non subito, anche se mi piacerebbe riprovarci con questa autrice. Avete letto questo libro? Cosa ve ne è parso?

VOTO:

giovedì 1 febbraio 2018

Visual Challenge - Sfida di lettura 2018 - Tappa 2 - FEBBRAIO

Ridendo e scherzando è trascorso un altro mese. Febbraio benvenuto! Però occhio ragazzi, avete meno giorni di tempo, questo è un mese burlone. E via con letture!


LA SFIDA
La sfida durerà un anno e sarà divisa in 12 tappe della durata di un mese ciascuna. Il primo di gni mese pubblicheremo un post in cui troverete una fotografia scattata da noi che conterrà svariati oggetti. Voi potrete leggere in un mese massimo 5 libri che abbiano raffigurato sulla copertina uno degli oggetti contenuti all'interno della nostra fotografia. Se il libro da voi scelto dovesse contenere più di un oggetto di quelli raffigurati nella foto della tappa, vi verrà in ogni caso conteggiato un punto.
Ogni mese potrete decidere di leggere da zero a cinque libri, ma potrete anche decidere di non leggere nulla il mese in corso e poi magari recuperare nei mesi successivi i libri corrispondenti alle immagini delle tappe precedenti. Potrete quindi partecipare a qualsiasi tappa anche se non avrete letto libri per le tappe precedenti.
Per dimostrare di aver letto i libri dovrete caricare, nel format che troverete alla fine di questo post, il link che rimanderà alla vostra recensione. Le recensioni potranno essere postate sul vostro blog (se ne avete uno) o su una qualsiasi piattaforma online (amazon, facebook, goodreads, anobii, ecc.) da cui potrete prendere un link e inviarcelo. Non valgono recensioni inviate via mail.

PUNTEGGIO:
Per ogni libro letto e recensito entro la fine della tappa corrente: 1 PUNTO

Per ogni libro letto e recensito al di fuori dei tempi della tappa: 1/2 PUNTO

Ovviamente farà fede la data e l'orario di invio che sarà presente nel format. Se il link arriverà dopo la mezzanotte dell'ultimo giorno del mese sarà in automaticamente conteggiato mezzo punto, quindi prestate molta attenzione agli orari! 
Tenete sempre d'occhio i nostri blog perchè abbiamo pensato di aggiungere dei giochini bonus che potrebbero esservi utili per riuscire a raccimolare qualche punto in più!

PREMI:
Alla fine della Challenge i partecipanti saranno divisi in quattro fasce:

Prima fascia: chi avrà totalizzato da 51 in su
Seconda fascia: chi avrà totalizzato da 41 a 50 punti compresi
Terza fascia: chi avrà totalizzato da 31 a 40 punti compresi
Quarta fascia: chi avrà totalizzato da 12 a 30 punti compresi

Per ognuna delle quattro fasce sarà estratto un vincitore attraverso il sito Random

Vincitore prima fascia: Buono amazon di € 20.00
Vincitore seconda fascia: Un cartaceo a nostra scelta
Vincitore terza fascia: Mistery box contenente articoli di cancelleria
Vincitore quarta fascia: Piccolo premio di consolazione

Durante lo svolgimento della Challenge potrebbero essere premiati con piccoli omaggi alcuni partecipanti che, a nostro insindacabile giudizio, si saranno distinti nel corso del gioco. Ma non ci sarà una regola fissa per questo. Lo scoprirete unicamente giocando.

REGOLE PER PARTECIPARE

Obbligatorie:
  • Essere lettori fissi dei blog - basterà cliccare segui nel box apposito che trovate nei nostri blog (comunicateci se vi iscrivete con un nome diverso a quello che utilizzate per i commenti qui sul blog)
  • Commentare questo post (qui o su Desperate Bookswife) comunicandoci la vostra intenzione a partecipare e una vostra mail su cui inviarvi le comunicazioni relative alla challenge.
  • Avere voglia di divertirvi
MA ECCO LA FOTO DEL MESE!!!


Qualche precisazione:
  • le lucine che spesso troverete nelle foto sono di puro allestimento fotografico quindi non valgono come oggetto
  • prima di iniziare a leggere vi consigliamo di chiedere conferma o via mail o nel gruppo facebook per gli oggetti scelti
  • potete leggere da 0 a 5 libri e potete anche scegliere cinque volte lo stesso oggetto purchè lo troviate su cinque cover diverse
  • la macchinina non vale solo come giocattolo, ma anche come auto vera. Non valgono furgoni, moto, camioncini o altri mezzi, valgono le automobili
  • la casa varrà sia come casetta che come condominio. Niente castelli o regge
  • il diadema...è un diadema. La corona classica da Re non vale.
    RICAPITOLANDO:

    - nel format inserite il mese giusto, altrimenti noi organizzatrici potremmo andare in confusione

    - potete leggere ancora i libri della scorsa tappa, inseriteli indicando il mese di appartenenza corretto, varranno però 1/2 punto

    - importante: NON BASTANO 20 PAROLE PER DESCRIVERE IL LIBRO, QUESTO MESE SAREMO PIU' INTRANSIGENTI. Almeno qualche riga, dobbiamo capire che avete letto il libro in questione, per correttezza verso gli altri partecipanti.

    Vi ricordiamo che potete controllare il vostro punteggio sul file drive qui (da questo mese troverete una pagina per ogni tappa) e che è attivo il gruppo facebook della challenge cui si può richiedere l'iscrizione qui (non è obbligatorio).

    Ecco il format dove dovrete inserire i link. Vi chiediamo di prestare attenzione alla correttezza dei dati. Se inserite un link che rimandi a Goodreads o Anobii inserite quello che riporta alla vostra recensione specifica e non al libro generico. Se avete bisogno di aiuto non esitate a chiedere!



    Ovviamente le nostre mail sono sempre a vostra disposizione per qualsiasi dubbio, chiarimento, necessità voi abbiate ed anche solo per fare quattro chiacchiere con noi!!!
    Ci trovate qui:

    DANY
    unlibroperamico.dany@gmail.com

    BABA
    desperatebookswife@gmail.com

    A presto!