venerdì 20 ottobre 2017

Letture con Marina #23

Buongiorno lettori! Finalmente è venerdì!!! Io non avrò un weekend particolarmente rilassante visto che sarò presidente di seggio al referendum per l'autonomia della Lombardia, ma visto che questa settimana è stata durissima sono felice che sia finita! Ma la smetto di tediarmi con i fatti miei e vi lascio con Marina e con la sua rubrica Letture con Marina.

 
“Dopo sei anni di silenzio, David Leavitt torna con un romanzo esplosivo e lirico: una storia sul potere della manipolazione, sui modi in cui le persone possono cambiare in circostanze eccezionali e non essere più le stesse. La fotografia di un continente alla vigilia del disastro”.
Titolo: I due Hotel Francfort
Autore: David Leavitt  
Casa editrice: Mondadori
Traduzione: D. Vezzoli
Pagine: 247
Genere: Narrativa
Anno di pubblicazione: 2015

Sinossi: Julia e Pete Winters sono americani molto per bene e a Parigi hanno cercato una fuga dalla loro ordinaria vita matrimoniale, Edward e Iris Freleng sono eleganti, ricchi con noncuranza, due bohémien che hanno girato la costa francese sperando fino all'ultimo di non doverla lasciare. Invece il giugno del 1940 li sorprende tutti e quattro bloccati nell'atmosfera precaria, al tempo stesso seducente e trasandata, del neutrale porto di Lisbona. Dai confini di molte nazioni ormai risuonano i colpi di mortaio, ma loro aspettano senza troppa ansia l'arrivo della nave SS Manhattan che li porterà in salvo a New York, non del tutto convinti di voler rimpatriare. Si conoscono al Café Suica ed è subito evidente una tensione tra loro: entrambe le coppie nascondono un segreto che senza essere esibito le lega insieme fin dal primo istante, entrambe le coppie sono tormentate dalle convenzioni sociali e sessuali dell'epoca. Come l'Europa fatica a tenere in vita gli ultimi equilibri e affonda inesorabilmente nella guerra, così anche la stabilità dei Winters e dei Freleng comincia a cedere...

RECENSIONE:

Curioso come siamo bombardati da coincidenze, che a volerle leggere in modo “new-age”… Le coincidenze sono il mancato incontro con l’autore di questo libro durante il Festival Letterario PordenoneLegge dello scorso mese, il nome dell’Uragano (avrei voluto chiamare mia figlia Ophelia) ed infine il Portogallo, nazione che da tanto vorrei visitare, protagonista in questi ultimi giorni per gli incendi furiosi e regina indiscussa dell’ultimo romanzo di David Leavitt. Lo dico con tutto il rispetto che merita questa ennesima tragedia che sta avvenendo in Portogallo: roghi mortali alimentati dai forti venti dell’Uragano Ophelia, aiutati in questo anche da temperature anomale per la stagione e dalla siccità.                                                          
Questa volta invertendo le regole peraltro non scritte per una recensione chiara e che faccia capire esattamente al lettore di cosa si sta parlando, preciso subito che il romanzo, il primo che leggo di David Leavitt, mi è piaciuto e non per uno solo, ma per una serie di motivi. Anche e forse soprattutto perché ho potuto sposare il punto di vista di Pete Winters e rimanere al contempo spettatrice non coinvolta. Anche e soprattutto perché sono lettrice, laddove lui è protagonista maschile.

Ho parlato di Portogallo regina del romanzo, anche se avrei dovuto precisare che in realtà è proprio Lisbona a farci vagabondare per le sue strade – e poche altre cittadine o località adiacenti. Si parla invero anche di Stati Uniti, Francia e Spagna. Ma gli Stati Uniti sembrano quasi il ritratto fattoci da Edith Wharton o Henry James di un’America schietta, sicura di sé ma intrappolata nelle puritane convenzioni sociali. Paese nel quale nessuno dei nostri quattro protagonisti vorrebbero ritornare. Mentre le città europee sopra citate sono quasi mete di passaggio: ebbene sì, anche Parigi dove i protagonisti hanno vissuto, sembra essere propedeutica per il viaggio intrapreso per raggiungere “la fine dell’Europa, il confine estremo dell’Occidente”, come ci ricorda Pete Winters, voce narrante del romanzo. Ma con ordine, prego.

Ascisse ed ordinate, questo viene in mente leggendo I due Hotel Francfort, dall’incrocio delle quali abbiamo le vite che si dipanano in questa Fine del Mondo. Siamo nel 1940, i cannoni iniziano a farsi sentire in Europa, forieri di un orrore ancora per molti inimmaginabile e tutto il Bel Mondo cerca scampo viaggiando rocambolescamente, più o meno, verso Lisbona, unico porto europeo che permette la fuga su navi inviate dagli Stati Uniti per far rimpatriare i propri cittadini. La scoperta della città di Lisbona rappresenta la nostra ascissa insieme ai diversi ascensori, elevatori, ponti, etc… Un percorso orizzontale, una città, mondo, bolla – isolata dal resto delle altre grandi capitali europee, forse proprio perché così ai confini del mondo. Un mondo interrotto, una sorta di sospensione temporale che permette a Pete Winters ed al suo nuovo e casuale amico Edward, così come a tante altre persone, di scoprire Lisbona. Mentre l’ordinata, permettetemi il gioco nel significato dei termini, è la visione di questo mondo attraverso gli occhiali di Pete, rotti casualmente da Edward. Una visione distorta della realtà storica e finanche sociale. Avremo infatti bisogno di una donna, una dottoressa, per riuscire ad indossare nuovamente degli occhiali con le lenti a fuoco, verso la fine del romanzo, che ci permetteranno di avere la giusta prospettiva del luogo e del tempo nel quale ci troviamo a viaggiare.
 
Insieme ai protagonisti, una serie di personaggi – altro divertissement, chiedo venia – proprio al di fuori del mondo: donne di mezza età che indossano tutti i propri gioielli ogni volta che escono, la vita che prosegue tra danze, cocktails e feste che ci fanno intravedere il bel mondo dorato, come se al di fuori di questo non esistesse ancora l’orrore della guerra, o della povertà, o della dittatura… Un mondo che si vede attraverso la lente di una persona miope, Pete, un mondo po’ sgranato e sicuramente sdoppiato, un po’ come i due Hotel Francfort (presenti entrambi a Lisbona), in cui alloggiano le nostre coppie protagoniste: Edward e Iris, Pete e Julia.

La cosa che mi ha ulteriormente intrigata a posteriori, è stato lo scoprire un’ulteriore chiave di lettura per questo romanzo che potremmo anche definire storico, di cui naturalmente non divulgherò altro per non rovinare la sorpresa finale ai lettori.

Che grandiose figure di donne, le compagne di Pete e Edward, non sempre positive, ma sicuramente potenti (non nel senso del denaro o di incarichi).

Quante cose di cui parlare e di cui questo romanzo ci offre lo spunto. Dal dittatore portoghese del tempo, Salazar – ai costumi dell’epoca: fenomenale la dissertazione dei due uomini sulla biancheria intima delle relativi consorti. Chissà perché mi immaginavo che tutte le signore del bel mondo indossassero seta, mentre invece scopro del grossolano cotone a ricoprire le terga di giunoniche signore del bon-ton, invero più madri angosciate che amanti… c’est la vie!

Troppo, veramente troppo da dire su questo romanzo per poter sperare di essere brevi ed allo stesso tempo esaustivi ma non rivelatori. Un romanzo che si apre a mille considerazioni, scenari e rapporti interpersonali e che, una volta letta l’ultima pagina, ti attira nuovamente a sé con dettagli e curiosità da ricercare, sia a livello storico che di costume. E per ripercorrere a ritroso il romanzo nel romanzo, come se uno fosse lo specchio dell’altro, come se le porte girevoli attraverso cui passano le due coppie, potessero essere un momento nel quale si cristallizza la vita, o la scelta di vita di ciascuno di noi, prima che il movimento stesso, ininterrotto, ci porti nuovamente fuori nella vita in corsa.

A presto,
                             

mercoledì 18 ottobre 2017

Coming soon #26 - L'abbandonatrice di Stefano Bonazzi

Buongiorno lettori! Scusate l'assenza ma sono alle prese con periodi difficili e poca voglia di fare. Oggi però non potevo non segnalarvi una prossima uscita che ho scoperto ieri bazzicando su facebook.
Ma devo fare una premessa...
Era il 2014 ed un giovane autore emergente pubblicava il suo primo lavoro con Newton Compton e me lo proponeva via mail. Il giovane autore è Stefano Bonazzi ed il suo libro era A bocca chiusa  - recensione qui. Avevo adorato quel libro e lo stile di Stefano che mi ricordava molto quello di Lorenza Ghinelli, altra autrice che amo moltissimo.
Nel frattempo Stefano ha scritto altre cose - qui tutte le pubblicazioni cui ha partecipato! - ed ha continuato il suo lavoro di Artista, un artista con la A maiuscola e se non ci credete guardate i suoi meravigliosi lavori qui.
Io ho continuato a seguirlo, deliziandomi con le sue opere artistiche ed aspettando un nuovo libro. Capite bene che ieri quando attraverso il suo profilo ho scoperto che a brevissimo ne sarà pubblicato uno ho esultato ed oggi non potevo non essere qui a condividere con voi la mia felicità.
Quindi smetto di dilungarmi e vi lascio tutte le notizie necessarie per segnarvi questa uscita!!!
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Titolo: L'abbandonatrice
Autore: Stefano Bonazzi
Genere:
Narrativa
Pagine: 208
Costo: 15.00
Pubblicazione: 09 novembre 2017 - Fernandel

Descrizione: Durante l’inaugurazione della sua prima mostra fotografica, Davide riceve una chiamata: Sofia, l’amica di cui aveva perso le tracce anni prima, si è tolta la vita.
Al funerale, Davide conoscerà Diamante, figlio di Sofia. Un sedicenne scontroso e instabile che insieme al dolore si porta appresso un fardello di domande: che relazione c’era tra Davide e Sofia? Perché sua madre è scappata dall’Italia troncando ogni rapporto con amici e famigliari? Perché il suicidio?
Tornato a Bologna insieme a Diamante, Davide si ritroverà a vivere una complicata convivenza a tre che coinvolge anche Oscar, il suo compagno, e grazie alla quale riemergerà la storia di Sofia, colei che lascia per paura di essere lasciata: una storia di abbandoni e di fughe, di silenzi e di madri dai comportamenti irrazionali e inspiegabili.

L’abbandonatrice è un romanzo che racconta gli attacchi di panico e la droga, l’adolescenza e il disagio. Un romanzo sulle responsabilità che ogni scelta comporta e sulla difficoltà ad accettarne le conseguenze, a qualunque età, qualunque ruolo la vita ci abbia riservato
.

Incipit:
Sull’altro lato della strada, fra la pista ciclabile e le macchine parcheggiate, c’è un piccione riverso. Dev’essere appena successo, è difficile che resti qualcosa sull’asfalto dopo i lavaggi del mattino.
Biciclette, piedi e ruote non l’hanno ancora travolto. Ha un aspetto integro. Non fosse per quel liquido che gli esce dall’occhio, si potrebbe pensare che stia semplicemente dormendo.
Il telefono vibra nella tasca. «Sono Davide Miriani», dico.
Dovrei esordire con il mio nome d’arte, almeno oggi...
«Ciao Davide, mi chiamo Ilaria».
«...Ilaria?»
«Non ci conosciamo. Sono un’amica di Sofia».
Sofia.
È come lo scoppio di un petardo vicino ai timpani. Ora sono sordo.
È come un flash sulla retina. Ora sono cieco.
«Sofia». Neanche me ne accorgo che sto ripetendo il tuo nome.
«Sì. Noi non ci conosciamo e... ecco, non c’è un modo per dirlo, cioè... è sempre un casino... non so nemmeno se sono la persona giusta, io. Il fatto è che... Sofia... Sofia è...»
Ilaria resta in silenzio, la sento inspirare piano, dev’essersi portata una mano alla bocca per trattenere qualcosa. All’improvviso mi rendo conto di non essere il primo a udire quei sospiri e capisco cosa sta cercando di dirmi. La parola. Quella parola.
«Morta».
«Sì. Si è suicidata. Ieri».
Suicidata.
Prima la notizia è come una sberla in pieno volto, che poi si fa strada verso il basso, verso lo stomaco. Si concentra lì, vicino alle cose sepolte. Dita che premono, si fanno strada tra i muscoli, lacerano la mucosa, scavano, allargano...
Fai un lungo respiro. Te l’ha insegnato lei.


Stefano Bonazzi è nato a Ferrara nel 1983. Di professione webmaster e grafico pubblicitario, realizza composizioni e fotografie ispirate al mondo dell’arte surrealista. Le sue opere sono state esposte, oltre che in Italia, a Londra, Miami, Seul, Monaco. Nel 2014 ha pubblicato per l'editore Newton Compton il suo primo romanzo, A bocca chiusa.
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Lo voglio e lo voglio leggere al più presto! Poche righe quelle che ho deciso di trascrivere - ma se andate qui potrete leggere qualcosina in più! - poche righe che, proprio come scrive Stefano si fanno strada verso lo stomaco o, almeno, questo è l'effetto che hanno su di me. Un tema che amo e un autore che sono sicura che lo saprà rendere al meglio! Se un pochino vi fidate di me segnatevi questa data e leggete questo libro ma anche A bocca chiusa, l'esordio di Stefano.


giovedì 12 ottobre 2017

Recensione #210 - La figlia maschio di Patrizia Rinaldi

Ciao carissimi, come state? Io trascinata dagli eventi... mille cose da fare, mille cose a cui pensare, mille pensieri. In tutto questo cerco quanto più possibile di leggere e star dietro al blog anche se non è facile.
Intanto sono qui per lasciarvi il mio pensiero sul libro La figlia maschio di Patrizia Rinaldi, edito da edizioni e/o, che ringrazio per la copia, 176 pagine.

Sinossi: La storia di un viaggio in Cina, verso la fine degli anni Novanta, che spoglia e cambia quattro esistenze raccontate da quattro voci narranti.
Quattro punti di vista e i loro linguaggi particolarmente convincenti ci portano nelle tempeste degli amori, nei tradimenti, negli stermini aiutati dai dogmi ideologici, nei cambiamenti inattesi, negli imprevisti di ogni esistenza.
Una vacanza in apparenza convenzionale cambia la vita di quattro persone. Al ritorno da un viaggio in Cina, Marino, un imprenditore criminale, tornerà con un bottino che per lui somiglia all’amore. Sua moglie Felicita non riuscirà più a restare nella noia e nelle menzogne, analizzerà con cinismo il suo matrimonio bianco e con la risorsa dell’autoironia sceglierà di dirsi quello che è diventata, quello che non vuole essere più. Sergio, un inetto e affascinante dipendente dell’imprenditore criminale, scoprirà di saper combattere per quello che riconosce come il suo ultimo amore di carne e mistero. Una ragazza cinese senza identità, che non è stata dichiarata al momento della nascita come circa venticinque milioni di neonate connazionali, sceglierà di non essere più vittima della politica del figlio unico e di molto altro: da martire diventerà predatrice e userà senza pudore il corpo, le culture, la determinazione e qualsiasi altra avventura per salvarsi la vita. 
 
Un romanzo particolare questo, in cui un viaggio in Cina si rivela il vero protagonista della lettura, quello da cui ogni pensiero scaturisce ed ogni azione si compie.
Marino - un imprenditore pieno di sè e senza scrupoli -, Felicita - sua moglie -, Sergio - un dipendente di Marino - ed Anna - moglie di Sergio, sono i viaggiatori. 
Gli equilibri tra le due coppie non sono, già in partenza, dei migliori. Anna ha intenzione di riflettere sul suo rapporto e di decidere se è il caso di tenerlo in piedi. Sergio fa, come sempre, da galoppino a Marino. Marino si comporta come sempre da arrogante, credendo che i suoi soldi possano comprare tutto e tutti. Felicita è in balia degli eventi, sposata ad un uomo che non l'ha mai veramente apprezzata.
E poi c'è Na, che in Cina ci è nata, ma che in Cina uffialmente non esiste e la cui storia non è neanche lontanamente paragonabile a nessuna delle altre.
Ad ognuno di questi personaggi - tranne ad Anna - l'autrice assegna il compito di narratori che in prima persona, ognuno in un capitolo dedicato, più che parlarci dei fatti, fanno un percorso interiore, analizzando la propria vita precedente e successiva al viaggio. Come se fosse una scomposizione di una storia che ci viene solo accannata negli avvenimenti ma che viene sviscerata attraverso sentimenti, riflessioni ed equilibri ma soprattutto attraverso occhi ed atteggiamenti diversi. 
Tra tutti, il punto di vista di Sergio è quello che mi è piaciuto di più e che mi ha particolarmente emozionato.
Un libro che affronta temi importanti e lo fa con uno stile molto ricercato nella sua semplicità, poetico nell'intenzione ma allo stesso tempo crudo e diretto. Un romanzo capace di farci riflettere su quanto il singolo individuo sia essenziale, su quanto una stessa storia possa apparire diversa ed essere vissuta in modo differente in base al bagaglio di vita dei diversi attori che la vivono.
È quasi come se ognuno di loro avesse in realtà fatto un viaggio differente perchè il proprio io emerge e fa mutare le situazione. Quasi come un gioco di ruolo dove però i ruoli si intrecciano e si scambiano a seconda della necessità. Perchè in fondo tutto è apparenza, e la vita è piena di discorsi non detti, di istanti rubati, di scelte sbagliate fatte per caso o per convenienza. Ed ogni luogo può essere casa ma anche inferno, ogni amore può essere passione ma anche finzione, ogni istante può essere perfezione oppure solo una cicatrice in più, a seconda di chi siamo, a seconda di come viviamo. Tutto ed il contrario di tutto senza che ci sia necessariamente giusto o sbagliato.
Un libro difficile da raccontare se non in questi termini ma che saprà conquistarvi se non avete bisogno a tutti i costi di una storia definita e lineare.

VOTO: 


martedì 10 ottobre 2017

Leggendo SerialMente - Gruppo di lettura #4 - La saga dei Cazalet - Gli anni della leggerezza - Tappa 2


Buongiorno carissimi, come state? Siete pronti per spoilerare con noi sulla seconda parte del libro Gli anni della leggerezza, primo volume de La saga dei Cazalet di Elizabeth Jane Howard edito da Fazi? Ultimo gruppo seriale dell'anno e forse anche il più impegnativo sia come tipi di libri scelti che come numero totale di pagine. Confidiamo in voi e nella vostra partecipazione ancora per una volta.
Vi ricordo che chiunque può partecipare iscrivendosi in qualunque momento. Inoltre potete commentare con noi le varie tappe anche se non partecipate al GDL ma se avete già letto i libri, l'importante è seguire la suddivisione che abbiamo fatto senza fare spoiler sulle parti successive. 
Per chi invece partecipa anche alla challenge organizzata da me e Desperate Bookswife, le regole sono diverse:
- Se commenterete tutte le tappe (avete tempo per rimettervi in pari entro la fine del libro in corso) otterrete 5 punti.
- Se commenterete un solo libro otterrete 1 punto, due libri 2 punti, tre libri 3 punti. Prima di entrare nel vivo vi lascio il riepilogo delle tappe.


GLI ANNI DELLA LEGGEREZZA

30 settembre 2017 - Desperate Bookswife: discuscussione da pag. 0 a pag. 266 (ovvero tutta la parte prima). - Link qui
10 ottobre 2017 - Un libro per amico: commenteremo insieme da pag. 269 a pag. 604 (ovvero fino alla fine del libro).
IL TEMPO DELL'ATTESA

20 ottobre 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag. 0 a pag. 288, (fino a "La famiglia autunno - inverno 1949" escluso).
30 ottobre 2017 - Un libro per amico: commenteremo insieme da pag. 289 a pag. 638 (ovvero fino alla fine del libro).

CONFUSIONE

10 novembre 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag. 0 a pag. 318, (ovvero parte prima + seconda).
20 novembre 2017 - Un libro per amico: commenteremo insieme da pag. 321 a pag. 526 (ovvero fino alla fine del libro). 
ALLONTANARSI

30 novembre 2017 - Desperate Bookswife: commenteremo da pag 13 a pag 278 ( prima parte)
10 dicembre 2017 - Un libro per amico: commenteremo insieme da pag. 281 a pag. 501 (seconda + terza parte).
20 dicembre 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag 505 fino a pag. 669 ( fino alla fine del romanzo).






ATTENZIONE SPOILER!!!


Avevamo lasciato la famiglia Cazalet a fare i conti con un'estate in cui ognuno aveva avuto qualcosa da imparare. Ritroviamo, nella seconda parte, la stessa famiglia un anno dopo, questa volta in tarda estate sempre riunita nella casa di campagna con i mariti che fanno la spola tra Londra e il Sussex.
A differenza della parte precedente sono parecchi gli avvenimenti degni di nota in queste pagine.
Da subito ci rendiamo conto che in un solo anno sono cambiati moltissimi equilibri all'interno delle famiglie.
Polly e Louise, che nella prima parte erano grandi amiche e complici, si sono allontanate.
Louise ha già quindici anni, si sente più grande di sua cugina - nonostante i soli due anni di differenza - e soffre l'adolescenza, quell'età di mezzo in cui non si è più bambine, ma non si è neanche considerate adulte. 
Polly in compenso inizia a sentirsi più affine a Clary che dall'inverno ha iniziato a prendere lezioni con loro e che ha la sua stessa età e meno grilli per la testa.
Insomma, se Polly ha una sostituta con cui trascorrere l'estate, Louise si ritrova sola e sofferente.
Solo Edward, suo padre, sembra trattarla da donna e si concede con lei cene a due e serate di gala in cui le permette di vestirsi in un modo che Villy - la madre - considera troppo succinto.
Ecco, lasciatemi parlare di Edward  - cercherò ovviamente di usare parole consone al blog - ma quanto è viscido??? Un omuncolo che meriterebbe solo di essere evirato, così almeno magari iniziarebbe ad utilizzare il cervello.
Lo avevamo conosciuto donnaiolo e pieno di amanti ma mai mi sarei aspettata che questo suo stile di vita si riversasse pure sulla figlia, con il suo bacio con tanto di lingua la prima volta, e con la palpata al seno la seconda. E la povera Louise, che adulta e navigata non è, reagisce ovviamente come una qualsiasi ragazzina normale: resta sconcertata dai gesti del padre, inizia ad esserne terrorizzata e ad evitare di rimanere sola con lui. Ma quanto prenderei a sberle Edward!!!!!!!!!
Devo dire che quando Villy lo ha visto entrare dalla porta di casa con Diana durante la sua visita a sorpresa a Londra ho sperato che glieli desse lei due bei ceffoni... e invece niente. Fette di salame sugli occhi e via. Che nervoso!!! In più scopriamo che probabilmente il terzo figlio di Diana è proprio di Edward e Villy è incinta... un inseminatore folle sto uomo!
Due figure che mi piacciono molto sono Rachel e Sid. Anche in questa parte si incontrano appena possono, sempre nascondendo il loro amore e pensando ad un futuro che vedono difficile e lontano a causa della situazione familiare di entrambe: Rachel sempre a far da aiutante ai suoi anziani genitori e Sid tenuta in pugno da una sorella parecchio perfida. Per fortuna nessuno sospetta niente a Sid viene spesso invitata a passare l'estate nel Sussex insieme ai Cazale, proprio come succede nell'anno di cui ci viene raccontato in questa parte di libro. Mi aspetto molto da questa coppia in futuro anche perchè Sid è ebrea e noi, a differenza dei personaggi, sappiamo bene che un'altra guerra ci sarà davvero e che la vita per gli ebrei non sarà per niente semplice.
In questa seconda parte della lettura facciamo anche la conoscenza di una parte della famiglia che fino ad ora ci era ignota: Jessica, sorella di Villy, il marito Raymond e i loro quattro figli. Invitati a passare l'estate dai Cazalet, tra i quattro emergono subito Angela si innamora follemente di Rupert, tanto da pavoneggiarsi per farsi notare e da posare per lui per un ritratto, Christopher che ci viene invece presentato come un ragazzino molto pacato, con dei seri problemi di compatibilità con il padre tanto da voler scappare di casa  e Nora, che sembra trovare un'affinità particolare con Louise con cui si confidano segreti.
Il Generale Cazalet, che già sapevamo avere dei problemi, perde quasi completamente la vista e decide di proporre a Rupert di entrare in azienda. L'uomo è ovviamente combattuto tra il suo sogno di fare il pittore - che da quando è sposato con Zoe vede sempre più difficile da realizzare - ed il bisogno di una stabilità economica che il nuovo lavoro potrebbe offrigli. Proprio Zoe emerge in queste pagine intraprendendo una folle e passionale storia d'amore con il medico di sua madre durante la permanenza a casa sua perchè reduce da un problema di salute.
L'estate scorre come l'estate precedente, tra gite in spiaggia, partite di tennis, battute di caccia e giochi per passare il tempo. Unico neo - e non da poco! - che incombe sulle famiglie è il timore che una nuova guerra sia in agguato. Il primo ad avere questa preoccupazione è Hugh che guarda con timore alla figura di Hitler ed è terrorizzato per quello che ha vissuto nella guerra precedente. Con lo scorrere delle pagine alche gli altri personaggi, pian piano, iniziano ad essere timorosi e accennano spesso al problema. Il Generale compra brandine per poter ospitare tutti nel Sussex in caso di attacco; assistiamo inoltre all'acquisto di maschere antigas che mettono tutti - anche i bambini - in allarme. Nelle ultime pagine veniamo informati dell'accordo di pace firmato da Chamberlain, quindi guerra evitata, almeno per il momento. E la scampata guerra sembra portarsi dietro moltissime decisioni che i membri della famiglia prendono per prestare fede a un voto fatto.
La fine di questa parte è molto poetica, con Miss Milliment che dopo aver sotterrato gli ultimi ricordi del suo amore perduto gli dice addio declamando dei versi e dicendogli addio.
Lo stile, anche in questa seconda parte, resta quello lento e descrittivo che io adoro anche se ovviamente questo non mi permette di divorare un numero di pagine consecutive considerevole, nè di leggere nei ritagli di tempo come faccio di solito.
Le famiglie mi stanno entrando nel cuore sempre di più ed ora non vedo l'ora di leggere i prossimi volumi.
Posso fare un'appunto sulla visione del sesso da parte delle donne che emerge in questo libro?? Ora, io capisco che a quei tempi le donne non fossero aperte alla questione come magari lo siamo adesso, ma da qui a far emergere una repulsione verso il sesso da parte di tutte le donne sposate e di buona famiglia mi sembra un po' eccessivo. Ecco l'ho detto!
Ed ora lascio a voi la parola. Ditemi tutto, come vi sono sembrate queste pagine?
L'appuntamento con il nuovo post è  sul blog Desperate Bookswife il 20 ottobre 2017 con il commento da pag. 0 a pag. 288, del secondo volume della saga (fino a "La famiglia autunno - inverno 1949" escluso).

lunedì 9 ottobre 2017

Book tag - My fictional boyfriend

Buongiorno lettori! È lunedì, giorno impegnativo e difficile a prescindere, quindi ho pensato di cominciare la settimana con un post leggero e un po' diverso dal solito. Un book tag che ho visto sul blog di Sonia Il salotto del gatto libraio.
Bando alle ciance, cominciamo a parlare di uomini nei libri!

Il ragazzo più romantico


Uno dei ragazzi che mi è rimasto nel cuore è Marco, del libro Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito) scritto da Chiara Parenti. Un ragazzo che non ha mai dimenticato il suo primo amore, nonostante tutto. Come non adorarlo e non fare da subito il tifo per lui?

Il ragazzo cattivo e lunatico con un lato buono 

E niente... io Luca lo amo, nonostante le sue cattiverie verso Carlotta, nonostante il suo essere donnaiolo e superficiale nei sentimenti; perchè finchè uno non ha mai conosciuto l'amore vero può essere così! E Luca è uno che quando l'amore vero lo incontra si fa travolgere!

 Il ragazzo con poteri paranormali 


In questo caso sono di parte... follemente innamorata di Edward da quando è apparso nel libro e anche da quando l'attore che lo impersona è apparso nel film. Come non restare affascinata dai suoi occhi e dalla sua prestanza fisica?
In realtà Edward potrebbe rientrare in più di una categoria ma ho cercato di essere varia!!! ;)

Il ragazzo che vuoi comandare


Miguel, uno dei protagonisti del libro Bellissimo di Massimo Cuomo è, appunto, bellissimo, sciupafemmine, grande amatore e incapace di mettere la testa a posto. Ecco, uno così sarebbe bello farlo redimere! ;)

Il ragazzo che metti nella friendzone 





Devo di nuovo ricorrere alla saga di Twilight dicendo Jacob. Carino, dolce ma più una spalla su cui piangere che un uomo con cui fare follie d'amore!

La tua anima gemella


Un solo nome mi viene in mente... Demian Sideheart, l'uomo che non si arrende, che nonostante non ricordi nulla della sua donna la sente dentro di se, rincorre la sua immagine con tutte le sue forze, la ama più di ogni altra cosa al mondo, mettendo a rischio la propria vita senza mai avere dubbi. Un uomo così è per sempre!

Il ragazzo che vorresti sposare


Senza ombra di dubbio lo scettro in questo caso va a Luke Brandon, protagonista maschile della serie I love Shopping. Se ha sopportato per anni Becky e le sue mani bucate, allora non avrebbe problemi a tenere testa alla mia passione sfrenata per l'acquisto compulsivo di libri! Hihihihihihih

Il ragazzo con cui ti avventureresti ovunque 

Definirlo ragazzo forse è un po' eccessivo ma, perdonatemi, io ho una certa età - quindi è sicuramente adatto a me - e per questa categoria dico senza dubbio il commissario Romeo Berganza, meraviglioso personaggio dei libri di Alice Basso che hanno come protagonista la ghostwriter Vani Sarca. Con lui mi sentirei sempre protetta!

Il ragazzo con cui vorresti finire su un'isola 

Anche lui non è propriamente un ragazzo. In questa categoria ci metto Frank Saponara, il proprietario della balera Il sorriso dancing club nonchè protagonista del libro Confessioni audaci di un ballerino di liscio di Paola Cereda. Con Frank non avrei il tempo di annoiarmi su un'isola perchè oltre ad essere un grande amatore mi farebbe fare dei gran bei giri di Polka!!!!

Il ragazzo più cazzuto 
 


Direi Damiano di Io che amo solo te, perchè ama Chiara ma è talmente spaventato da tutto che si comporta da cretino rischiando di perderla. Cazzuto ma alla fine carino!

E con questo è tutto! Ora aspetto i vostri abbinamenti. Se avete un blog tornate a lsciarmi il link al vostro post altrimenti potete tranquillamente approfittare dello spazio per i commenti per dirmi quali uomini dei libri hanno lasciato un segno nella vostra vita!

venerdì 6 ottobre 2017

Letture con Marina #22

Buon venerdì lettori! Eccoci di nuovo all'appuntamento con Marina e con la sua rubrica Letture con Marina. Oggi ci lascia la recensione di un libro che io ho adocchiato da un po', quindi lascio subito la parola a lei.

 
Buongiorno e ben ritrovati in questo Settembre che onestamente avrebbe potuto essere un po’ più mite e non entrare subito in modalità AUTUNNO.

E giusto per entrare nel clima stagionale, sospendiamo per un po’ i nostri discorsi sugli autori incontrati a PordenoneLegge e viriamo completamente per parlare di un bel thriller…
 
Titolo: La ragazza di prima (The girl before)Autore: J.P. Delaney  
Casa editrice: Mondadori
Traduzione: M. Castagnone
Pagine: 389
Genere: Thriller
Anno di pubblicazione: 2017

Sinossi: Con quest'uomo ci andrei a letto. Gli ho detto poco più che buongiorno, eppure la parte più segreta di me, quella che sfugge al mio controllo, ha già espresso il suo giudizio. Lui mi tiene aperta la porta della sala riunioni e persino questo piccolo gesto di cortesia mi sembra carico di significato.
Non posso credere di essere a un passo, un solo piccolo passo, dall'aggiudicarmi la casa che lui, Edward Monkford – un innovatore, un architetto riservato e profondo –, ha progettato e realizzato in Folgate Street, civico 1, Londra.
Una casa straordinaria. Un edificio che coniuga l'avanguardia europea ad antichi rituali giapponesi. Design minimalista di pietra chiara, lastre di vetro insonorizzate e sensibili alla luce, soffitti immensi. Nessun soprammobile, niente armadi, niente cornici alle finestre, nessun interruttore, nessuna presa elettrica. Un gioiello della domotica, dove tutta la tecnologia è nascosta.
Una casa che però ha le sue regole, il Regolamento come lo chiamo: se diventerà mia non dovrò soltanto rinunciare a tappeti, fotografie alle pareti, piante ornamentali, animali domestici o feste con gli amici, ma dovrò plasmare il mio carattere, accettare una concezione della vita in cui il meno è il più, in cui l'austerità e l'ordine sono la purezza, e la sobrietà la ricompensa.
Perché lui vuole così, perché lui è così. Ha voluto sapere tutto di me, mi ha chiesto un elenco di tutte le cose che considero essenziali per la mia vita. Dicono che quest'uomo, dai capelli di un biondo indefinito e dall'aspetto poco appariscente, con gli occhi di un azzurro chiaro e luminoso, sia un architetto eccezionale perché non cede a nessuna tentazione.
Tuttavia, la casa è già stata abitata, una volta. Da una ragazza della mia stessa età, quasi una mia gemella, mi hanno detto. Anche lei, come me, non insensibile al fascino di quest'uomo.
Una ragazza che tre anni fa è morta. In questa casa.

RECENSIONE:
Parte subito alla grande questo thriller: suddiviso in brevi capitoli che si alternano tra le domande che l’architetto Edward Monkford impone ai suoi probabili e fortunati inquilini – e quindi anche a noi lettori – e i capitoli intitolati a “Ieri: Emma” e “Oggi: Jane”, le due protagoniste femminili di questo thriller psicologico che fa della ripetitività e dei temi trattati il punto focale e cardine di una sceneggiatura ossessiva. Emma prima e Jane tre anni dopo sono le due fortunate inquiline che si aggiudicano l’appartamento in Folgate Street nr. 1 a Londra e che non si incontreranno mai. Gioiello innovatore ed innovativo della domotica domestica, un appartamento dove tutti i congegni sono nascosti e che risponde al nome di Governante. Tutto strettamente computerizzato e programmato. Un braccialetto al polso e il nuovo inquilino non dovrà preoccuparsi più di nulla, se non di rispettare le tante e rigide regole imposte dall’Architetto. Ed ogni tot tempo, dovrà rispondere al questionario che Governante propone, pena il non funzionamento di alcune parti della casa (doccia, luci…). Con i piani sequenza intervallati tra le due inquiline ma interdipendenti per dare continuità e fluidità alle scene, piano piano anche noi conosceremo entrambe, intimamente. Emma, che inizialmente si trasferisce nel nuovo e tecnologico appartamento con il fidanzato Simon, è stata vittima di una rapina in casa con relativo stupro. Jane invece va ad abitare nell’appartamento da sola, dopo aver perso la sua bimba, nata morta. Per entrambe, prima per Emma e poi per Jane, fatidico è l’incontro con l’affascinante quanto enigmatico ed ossessivo Architetto, che le sedurrà senza scrupoli. Un tocco di sesso audace e trasgressivo, sempre accennato e mai didascalicamente riportato, rende piccante e piacevole il prosieguo della storia. Due ragazze che in tempi diversi si innamorano dello stesso uomo: ed un uomo che in tempi diversi si innamora di due ragazze caratterialmente molto diverse, ma fisicamente tanto simili da sembrare sorelle. Così simili da sembrare le sosia della prima moglie dell’Architetto, morta in circostanze mai del tutto chiarite.
C’è carne al fuoco e l’autore sa trarre il massimo da questi ingredienti preziosi. Come dicevamo, oltre alla trama ben congegnata e che ci tiene con il fiato sospeso fino al doppio epilogo, l’ultimo più spiazzante del precedente, l’autore ne approfitta per mettere in rilievo determinati argomenti: la violenza sulle donne, la depressione post-lutto, il problema della robotizzazione spinta fino agli estremi ad uso di una vita sempre più facile e “protetta” – fino ad oltrepassare l’etica di uno sviluppo a misura o a controllo d’uomo (domotica è una parola che da sola rende un racconto thriller ancor più ansiogeno) e soprattutto la reiterata ripetitività di comportamenti e situazioni che si trasformano via via fino ad indulgere in ossessivi momenti di lucida follia.
Non ne siete convinti? Eppure lo stesso Andy Warhol ci mette in guardia all’inizio del romanzo, con queste poche parole: “La mia attrazione per le immagini che si ripetono nasce dalla convinzione che passiamo gran parte del tempo a vedere senza osservare”. Leggere per credere!

A presto,
                             

giovedì 5 ottobre 2017

Coming soon #25 - Il cacciatore di sogni di Sara Rattaro

Buongiorno carissimi, dai che è giovedì, ancora qualche fatica e poi saremo finalmente proiettati al weekend. Oggi vi voglio parlare di un libro in uscita tra pochissimo e che attendo con impazienza. Si tratta della nuovissima avventura letteraria di Sara Rattaro che per la casa editrice Mondadori pubblicherà un libro per ragazzi: Il cacciatore di sogni. Chi mi segue sa che adoro Sara come scrittrice ed anche come persona. Ho avuto l'occasione di incontrarla diverse volte alle presentazioni dei suoi libri e ho un amore speciale verso di lei e verso il suo stile di scrittura. Questa volta si cimenta in un genere nuovo, quello dei libri per ragazzi ed io non vedo l'ora di scoprirla in questa nuova veste!
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Titolo: Il cacciatore di sogni
Autore: Sara Rattaro
Genere:
Libri per ragazzi
Pagine: 176
Costo: 12.75 €
Pubblicazione: 17 ottobre 2017 - Mondadori

Descrizione: Luca, che da grande sogna di diventare pianista, ha una mano rotta, un fratello maggiore piuttosto fastidioso, una mamma rompiscatole e un aereo da prendere per tornare da Barcellona in Italia. È il 4 luglio 1984 e, su quell'aereo, la sua vita cambia per sempre. Luca incontra un eroe... No, non si tratta di Maradona, che in aeroporto ha attirato l'attenzione di tutti (e in particolare di suo fratello Filippo), ma di un misterioso signore che somiglia un po' a Babbo Natale e occupa il sedile accanto al suo. All'improvviso l'uomo gli chiede: «Posso raccontarti una storia?». Comincia così un'avventura straordinaria, fatta di parole e ricordi, con una sorpresa davvero inaspettata... l'avventura di un cacciatore di sogni, lo scienziato Albert Bruce Sabin.
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Un libro che di certo comprerò per leggerlo con il mio bambino che va in seconda elementare e a cui sto cercando di passare l'amore per la lettura. Per il momento ha appreso anche troppo bene l'arte di comprare libri ogni volta che andiamo insieme in libreria, ora devo solo farglieli leggere!!! ;)
Che ne dite? Leggerete questo libro?